lunedì 14 maggio 2018

Segnalazione "Delitto di Capodanno" di Arianna Raimondi

Buonasera romantici, vi segnaliamo Delitto di Capodanno di Arianna Raimondi, un libro edito Lettere Animate.

Titolo: Delitto di capodanno
Autrice: Arianna Raimondi
Genere: Thriller
Editore: Lettere Animate
Ebook: 2,99€
Cartaceo: 9,67€
Per acquistarlo → Delitto di capodanno



SINOSSIMancavano tre giorni alla notte di San Silvestro quando Aldo ricevette un invito a cena da parte di suo fratello Ferdinando. Un invito inaspettato da quel fratello che credeva non avrebbe più rivisto.Determinato a far cessare tutti i dissidi con lui, accetta l’invito, ignorando però, che in quella notte si consumerà un delitto apparentemente irrisolvibile, e che si rivelerà il più complicato di tutta la sua vita. Un delitto che non solo sarà avvolto nel mistero, ma che richiederà al giovane poliziotto un duro sforzo emotivo.Delitto di Capodanno è una storia di contrasti in cui niente è come sembra.

ESTRATTO
Non eravamo gli unici ospiti di Ferdinando. “Zio Max! Che piacere! Non sapevo che Ferdinando avesse invitato anche te” Chiusi a macchina e lo raggiunsi. Alzò lo sguardo e non potei fare a meno di notare quanto fosse invecchiato: cominciava a mettere su un po’ di pancetta ormai, anche se la sua altezza la mascherava un po’. I capelli erano sempre più radi e le rughe erano in parte nascoste dagli occhiali. Aveva sessantanove anni, ed era in pensione già da cinque anni dopo aver lasciato il negozio di ferramenta sotto la gestione di Mauro, mio cugino. Mia zia li aveva lasciati quando Mauro aveva solo dieci anni a causa di un brutto male, e perciò zio Max passava tutte le sue giornate andando a pesca oppure passeggiando per la città. Massimo mi strinse la mano e fece solo un cenno con il capo. Poi aggiunse: “Hai idea del perché siamo qui?” “Beh, Ferdinando dice di volersi riappacificare con la famiglia” Entrammo, e la cameriera ci accolse prendendoci le giacche. Ci accompagnò in salotto e ci invitò a prendere posto. Al tavolo vi erano già seduti Sara, dai capelli scarlatti e il volto candido, con a fianco un bambino di circa tre anni praticamente uguale a mio fratello tranne che per i capelli che erano rossi come quelli della madre; Stella col suo nuovo marito; mio cugino Mauro (figlio di Massimo) con sua moglie Laura; e un signore che non conoscevo. Mi sedetti accanto a Mauro. “Hai ricevuto anche tu l’invito di Ferdinando o hai semplicemente accompagnato tuo padre?” Era tanto che non vedevo mio cugino. Aveva ormai quarant’anni, tre in più di me, e i suoi capelli cominciavano ad ingrigirsi. Tre rughe solcavano la sua fronte, e come suo padre portava una montatura piuttosto grande. A differenza sua però, era ancora magro e di statura media. “Ho ricevuto anche io la sua lettera. Credo voglia riappacificarsi in seguito alla nostra ultima discussione” “Quale discussione?” “Ecco … è passato ormai” Preferii non insistere. Mi guardai intorno. La casa era arredata con mobili antichi, tutti rigorosamente fatti di legno massello di noce. Una libreria correva lungo tutta la parete, e al lato di fronte vi erano due piccole credenze con anta in vetro alle estremità, affiancate ciascuna da due dipinti enormi. In mezzo a questi vi era l’arco che dava sull’ingresso. Il tavolo era circondato da dodici sedie, di cui dieci erano già occupate. Si poteva presumere che gli ospiti erano al completo. “Aldo, che piacere vederti!” Si avvicinò a me Stella. “Posso presentarti mio marito?” Stella era vestita in un abito marrone a dir poco vistoso, lungo con brillantini ovunque. Aveva le palpebre completamente nere e un rossetto scarlatto. A fianco a lei c’era questo grosso omone tutto muscoli, almeno due volte me, con i capelli neri e molto corti. “Certo. Piacere Aldo. Questa è mia moglie Lara” dissi un po’ imbarazzato. “Incantato, io sono Alessandro, ma puoi chiamarmi Alex se preferisci” disse baciando la mano a mia moglie. A giudicare dalle arie che si dava Alex, i gusti di Stella in fatto di ragazzi non erano cambiati affatto. Anzi, nulla di lei era cambiato, a parte il seno più grande, le labbra più carnose e gli zigomi tirati. La situazione cominciò a sembrarmi un po’ irreale. Perché ci trovavamo lì? Quando sarebbe arrivato Ferdinando? Nella lettera diceva che voleva eliminare le faide famigliari, il che spiegava lo zio Max e Mauro, e in parte anche Sara; ma Stella? E quel signore che in silenzio fissava la superficie del tavolo con sguardo cupo?

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